Eccomi di ritorno dal mio viaggio tra i blog dei colleghi di corso; ho avuto modo di visitarli tutti o quasi, verificando che il mio elenco di link necessitava di diversi cambiamenti che ho cercato ora di apportare. Molti sono stati infatti i cambi di piattaforma e le conseguenti cancellazioni, in particolare il fuggi fuggi generale si è verificato – come nel mio caso del resto – da kataweb. Passeggiando tra i blog ho partecipato, ove possibile e quando l’argomento mi stuzzicava, a varie discussioni, lasciando in qualche caso anche tracce della mia visita tramite post.
In particolare, nella pagina di “giornalismo” è in corso un dibattito sul piacere della carta stampata rispetto al giornalismo online; concordando con i due precedenti commenti, anche io ho detto la mia manifestando una netta preferenza per il gusto del cartaceo rispetto alla notizia letta a video.
Piacevoli notizie mi giungono anche dal blog “indi(e)fferente”, dove ho trovato entusiastici commenti al nuovo album omonimo dei Pearl Jam; la cosa mi fa particolarmente piacere sia perché il gruppo grunge in questione è uno dei miei preferiti, ma anche perché mi sono appena procurato il cd (pur non avendo avuto ancora modo di ascoltarlo).
Sul blog di Stefania C – appoggiato a Libero come i due successivi di cui mi accingo a scrivere – ho trovato un passaggio sul Primo Maggio e le contestazioni subite a Milano dall’ex-ministro Moratti, ora candidata a sindaco per il centro-destra nel capoluogo lombardo. Non ho purtroppo potuto inviare un commento direttamente a lei perché ho scoperto che Libero, come del resto blogspot a cui il sottoscritto fa riferimento, non permette il commento libero all’utente, ma richiede un’iscrizione specifica che non ho voluto effettuare. Avendo già il mio account di posta elettronica presso di loro, pensavo fosse sufficiente quello, ma ho verificato che così non è. Ecco perché mi vedo costretto a rispondere ora dalla mia pagina a quanto Stefania sosteneva, e cioè che il Primo Maggio venga in qualche modo “egemonizzato” dalla sinistra, per lo più in modo non molto democratico come i fischi milanesi sembrano dimostrare. Fermo restando che i fischi sono e restano una dimostrazione non-violenta di dissenso – quindi di democrazia – mi preme fare qualche considerazione: la prima è che la Moratti ha deciso di partecipare al corteo pur sapendo che sarebbe stata contestata perché aveva bisogno di uno spot elettorale, avendo buon gioco ad accusare di inciviltà i suoi contestatori perché la scaltra donna Letizia si era fatta precedere a bella posta il 25 aprile dal padre in carrozzina; in secondo luogo, come anche ribadito dall’altro candidato sindaco Ferrante, ritengo che chi non condivide i principi su cui una determinata giornata è basata farebbe meglio a restarsene a casa, oppure a non lamentarsi di eventuali contestazioni; infine, come possono studenti, insegnanti, cittadini dimenticarsi da un momento all’altro come la Moratti (col concorso di colpa delle riforme Zecchino – Berlinguer) abbia ridotto università e scuola pubblica?
In conclusione, a mio avviso non è tanto importante se i partecipanti ad una manifestazione del

Primo Maggio o del 25 aprile votino a destra o a sinistra, quanto il fatto che condividano o meno i valori per cui stanno in quel momento scendendo in piazza. E mi pare che la Moratti, con la carriera politica e personale che si ritrova alle spalle, non sia esattamente considerabile come un baluardo della classe lavoratrice…
Un’altra chicca ancora: qui a fianco potete vedere la foto che la signora Moratti ha scelto per i suoi manifesti elettorali: vi pare ritoccata?!?

Sempre su Libero ho trovato il blog di Giorgia C, cui rendo merito per aver ricordato i 60 anni della mitica Vespa! Possedendone una mi sento particolarmente vicino al compleanno di questo mito della storia contemporanea del nostro Paese.
Saltando da Giorgia alla pagina di Matteo Sartini, vi ho trovato interessanti spunti di riflessione sulla pretesa tutta occidentale di esportare democrazia e stili di vita al resto del mondo; quando poi questa presunzione si salda alla teoria della guerra permanente e preventiva il gioco è fatto… Molto importante anche il link al sito che ricorda le tante e troppe guerre dimenticate in giro per il nostro martoriato pianeta.
In tanti altri blog (Semplici parole, il Mondo alla fine del mondo solo per citarne due) ho trovato il tormentone ricorrente di questi giorni, cioè lo scandalo calcistico che rischia di travolgere la Juventus. Non mi sento di dire altro che finalmente ci sono le prove di quanto oltre mezza Italia da tempo sospettava… Chi ha sbagliato paghi, al di là della retorica di cui tanti opinionisti sportivi già si riempiono la bocca e chi li porta addirittura a sperare in una sorta di “grazia” per i bianco-neri solo perché una loro retrocessione farebbe male al prestigio del nostro calcio. Ma a questo punto mi e vi chiedo: sapere che chissà quanti scudetti sono stati assegnati in modo truffaldino e che una cupola mafiosa governa il mondo del nostro pallone rende forse onore al nostro campionato? E la buona gente di tanti onesti tifosi dove la mettiamo?
Chiudo questo forse già troppo lungo resoconto con un apprezzamento a Biagio per quanto scritto sul 25 aprile e sull’importanza che conserva intatta a 61 anni di distanza.